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Shecḥitah
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top
Nella mwcqreligione ebraica la mwcgmwcwshecḥitahcite-ref-1[1] è la macellazione mweakashèr degli animali permessi dall'mweqHalakhah, al fine di utilizzarne le parti per l'alimentazione umana, con l'esclusione del sangue, di alcune parti grasse e di altre parti dell'animale non ammesse.cite-ref-2[2] L'animale deve essere ucciso "con rispetto e compassione"cite-ref-3[3]cite-ref-bbc-4-0[4] da uno mwhgshocḥet (mwhwin ebraico שוחטmwia?, "mwiqmacellaio rituale"), un mwigebreo religioso che abbia ricevuto la rispettiva licenza e sia stato addestrato. L'atto viene eseguito tagliando mwiwtrachea, mwjaesofago, mwjqarteria carotide comune, mwjgvena giugulare e mwjwnervo vago in un intervento rapido eseguito dal solo mwkashocḥet qualificato, che lo esegue con lama (chiamata mwkqḥalefcite-ref-5[5]; pronuncia mwlgitaliana: /kaˈlɛf/, /xaˈlɛf/ o /haˈlɛf/) estremamente affilata.
Ne risulta un calo istantaneo di pressione sanguigna al cervello e la perdita irreversibile di coscienza. Secondo le fonti religiose ebraiche, l'animale è ora insensibile al dolore e si mwnqdissangua in modo preciso, veloce e indolore.cite-ref-6[6] L'animale può essere posizionato in svariate maniere; quando l'animale giace di schiena, ci si riferisce con il termine mwogshecḥitah munachat (mwowin ebraico שחיטה מונחתmwpa?); in posizione eretta, con mwpqshecḥitah me'umedet (mwpgin ebraico שחיטה מעומדתmwpw?). Prima della macellazione, l'animale deve esser comprovato sano, senza ingiurie e adatto.
Se i quarti posteriori dei mammiferi kashèr devono essere mangiati dagli mwqqebrei, allora si devono mwqgespurgare - ripuliti di mwqwvene e mwraḥelev (mwrqgrassi del mwrggrande omento e mwrwtendini)cite-ref-7[7]cite-ref-8[8] seguendo una procedura rigorosa chiamata mwuaniqqur in mwuqebraico (o mwugincisione; mwuwgiudeo-tedesco: mwvatreiber; mwvqturco: mwvgkanadarik; mwvwinglese: mwwaporging).cite-ref-9[9]
Contents
• Donativi
• Bedikah
• Glatt
• Note
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Fonti bibliche
La mwyamwyqTōrāh (mwygDeut 12.21cite-ref-10[10]) afferma che gli mwzwovini e i mwaabovini devono essere macellati "come ti ho prescritto", ma nessuna delle pratiche di mwaqshecḥitah viene descritta nella Torah stessa. Tali pratiche sono invece tramandate dall'mwagebraismo tradizionale della mwawTorah Orale e codificate nella mwbahalakhah da varie fonti, tra le quali la più importante è rappresentata dal mwbqcodice mwbgcanonico mwbwmwcaShulchan Aruch.
Nell'mwcgAlto Medioevo, si diffuse la proibizione del sangue animale e del consumo dei quarti posteriori ai quali non fossero stati asportati una serie di nervi e vene. La pratica di elezione per il macello degli animali consisteva in un colpo veloce e profondo alla gola dell'animale, da effettuarsi con una lama di coltello perfettamente affilata e liscia.cite-ref-11[11]
Lo shocḥet
Per adempiere alla legge basilare di mwegshecḥitah, gran parte della mwewtrachea e dell'mwfaesofago del mammifero, o la maggioranza di uno dei due nel caso degli uccelli, deve essere inciso con un movimento orizzontale oscillante continuo (a sega) senza violare una delle cinque principali tecniche proibite o altre regole più dettagliate. Tali cinque tecniche comprendono: pressatura, pausa, lacerazione, perforatura e copertura. Lo mwfqshocḥet deve aver studiato queste leggi e dimostrato una padronanza totale dei rispettivi contenuti; deve inoltre essere addestrato attentamente prima che gli sia permesso di affrontare da solo la macellazione "mwfgshecḥt".
Il coltello
Il coltello usato per la mwgqshecḥitah viene chiamato mwggḥalaf dagli mwgwashkenaziti oppure mwhasakin (mwhqebraico: סכין) da tutti gli mwhgebrei. Secondo la legge ebraica, il coltello può esser fatto di qualsiasi materiale non direttamente o indirettamente connesso al suolo e in grado di essere affilato e lucidato per il necessario livello di taglio ed efficienza necessari alla mwhwshecḥitah. Il mwiaMinhag permette l'uso di un coltello metallico.
Il coltello deve essere minimo 1,5 o 2 volte più lungo della larghezza del collo dell'animale, a seconda della specie dell'animale e il numero di recisioni necessarie per abbattere l'animale stesso, ma non tanto lungo da pesare più del peso della sua testa. Se il coltello è troppo largo, si presume che possa causare pressature (proibite). Il coltello non deve avere la punta, poiché si teme che la punta possa scivolare e provocare una perforatura (proibita). Il filo della lama non deve essere seghettato, dato che le dentellature potrebbero causare strappi.
La lama non deve avere imperfezioni. Tutte le lame vengono considerate imperfette secondo la Legge ebraica, quindi il coltello deve essere controllato prima di ogni sessione. Lo mwiwshocḥet deve far scorrere un'unghia lungo tutte le parti della lama e sul suo filo tagliante, per determinare se ci siano imperfezioni. Dopodiché utilizza un certo numero di pietre abrasive per affilare e forbire la lama fintanto che essa sia perfettamente affilata e levigata. Dopo la macellazione, lo mwjashocḥet deve nuovamente controllare il coltello nello stesso modo, per essere certo che la prima ispezione sia stata corretta, e per assicurarsi che la lama non sia stata danneggiata durante la mwjqshecḥitah. Se si comprova che la lama si è danneggiata, la carne non può essere consumata da mwjgebrei. Se la lama cade o viene perduta prima del secondo controllo, si convalida la prima ispezione e la carne è permessa.
Nei secoli passati il mwkaḥalef era fatto di acciaio forgiato, che non rifletteva luce ed era difficile rendere affilato e levigato. Il mwkqBaal Shem Tov, temendo che i mwkgsabbatani stessero graffiando i coltelli in un modo non normalmente rilevabile, introdusse il mwkwhalef mwlachassidico ("Hasidische Hallaf"), che differiva dal coltello precedentemente usato nella composizione metallica: era fatto di acciaio fuso e lucidato a specchio, in modo che qualsiasi graffio potesse esser sia visto che sentito al tatto. Tale nuovo coltello suscitò controversie e fu una delle ragioni elencate nel "Brody mwlqcherem" (alta censura di mwlgBrody) per la mwlwscomunica del mwmachassidismo. Oggi il ḥalef chassidico è l'unico che sia disponibile sul mercato per la shecḥitah e viene accettato universalmente.cite-ref-12[12]
Le cinque tecniche con ḥalef ( sakin ) proibite
• שהייה mwogShehiyah, "ritardo" o "pausa" — Una pausa di esitazione durante l'incisione, anche di un solo momento, rende non mwowkashèr la carne dell'animale. Il coltello deve essere mosso in una scansione ininterrotta. La mwpashehiyah avviene se lo mwpqshocḥet ferma accidentalmente il procedimento di macellazione dopo che la mwpgtrachea e l'mwpwesofago sono stati tagliati, ma prima che siano stati recisi del tutto. Una pausa può avvenire accidentalmente se le contrazioni muscolari nel collo dell'animale tirano uno di questi organi fuori contatto dalla lama. Questo ultimo caso è abbastanza frequente con i mwqatacchini.
• דרסה mwqgDerasah, "pressatura" o "pressione" — Il coltello deve tagliare lungo la gola con mozioni oscillanti (avanti e indietro), e non premendo o intaccando. Qualsiasi pressione eccessiva rende non kashèr l'animale. La mwqwderasah è l'azione proibita che avviene quando lo mwrashocḥet spinge il coltello nella gola dell'animale e affetta invece di tagliare scorrendo, oppure posiziona l'animale impropriamente, in modo da causare alla testa di premere contro la lama mentre muore, o lo mwrqshocḥet deve pressare il coltello sulla gola contro la forza di gravità. Alcunicite-ref-forward1-13-0[13] sostengono che sia proibito tenere l'animale in posizione eretta durante la mwsgshecḥitah, a causa della proibizione di mwswderasah (pressatura); affermano che l'animale debba stare sulla schiena, adagiato su un fianco, o sospeso sottosopra tramite una corda o catena, oppure – come vien fatto nella maggioranza delle macellerie commerciali – posto in una recinzione che trattenga gli arti dell'animale mentre è sul dorso per la macellazione. Tuttavia uno mwtashocḥet esperto riesce a macellare l'animale in posizione verticale senza premere il coltello
• חלדה mwtgḤaladah, "perforazione" o "copertura" — Il coltello deve essere passato sulla gola in modo che sia visibile mentre si esegue la mwtwshecḥitah. Non deve trafiggere il collo o essere coperto da pelliccia, pelle, o piume nel caso di un uccello. La mwuaḥaladah si verifica quando lo mwuqshocḥet accidentalmente tagli la gola dell'animale così profondamente che l'intera larghezza del coltello scompare nella ferita, oppure utilizzi un coltello che è troppo corto cosicché l'estremità scompare nella ferita, o se un corpo estraneo cade sul coltello e quindi lo mwugshocḥet perde di vista l'incisione.
• הגרמה mwvaHagramah, "slittamento" — I limiti nei quali il coltello può tagliare partono dall'anello largo della mwvqtrachea fino alla cima del lobo superiore del mwvgpolmone quando è in mwvwinspirazione, e corrisponde alla lunghezza della mwwafaringe. La macellazione sopra o sotto tali limiti rende la carne non mwwqkashèr.
• עיקור mwwwIqqur, "lacerazione" — Se l'mwxaesofago o la mwxqtrachea vengono lacerati durante l'incisione di mwxgshecḥitah, tutta la carcassa diviene non kashèr e non può essere consumata da mwxwebrei. Lmwya'mwyqiqqur avviene quando lo mwygshocḥet accidentalmente utilizza un mwywḥalef con lama imperfetta, graffiata o intaccata, ove una sezione della lama sia inferiore alla sua superficie.cite-ref-14[14]cite-ref-15[15]cite-ref-16[16]
Donativi
Una volta che l'animale è stato controllato e riscontrato kashèr, è mw2gmitzvah (comandamento) che lo mw2wshocḥet doni la zampa anteriore, le guance e l'mw3aabomaso della carcassa a un mw3qkohen. Il mw3gBeth Din, in base all'interpretazione di questo obbligo, ha la facoltà secondo l'autorità halakhica di mw3wscomunicare quello mw4ashocḥet che si rifiutasse di eseguire la citata mitzvah. Ad ogni modo è preferito che sia lo mw4qshocḥet stesso a rifiutarsi di fare la mw4gshecḥitah a meno che il proprietario dell'animale non consenta al donativo.
I mw5aRishonim avvertono che lo mw5qshocḥet non può prendere come scusa che, poiché l'animale non gli appartiene, lui non possa fare il donativo se il proprietario non acconsente. Al contrario, dato che si presume che lo mw5gshocḥet medio sia ben erudito ed esperto delle "Leggi della mw5wshecḥitah" ("mw6aDinnei shecḥitah"), il Beth Din ha fiducia che lo mw6qshocḥet di sua iniziativa non esegua la mw6gshecḥitah se il proprietario rifiuti di fare il donativo:
«L'obbligo di dare i doni rimane con lo
shocḥet
che separa le parti dovute ai
kohanim
. Apparentemente, il ragionamento è che lo
shocḥet
medio sia un
Talmid ḥacḥam
(studioso del
Talmud
), dato che ha completato i prerequisiti di conoscenza delle (complesse) leggi di
shecḥitah
e
bedikah
. Si presume inoltre che sia esperto delle leggi dei donativi, e non trascuri quindi la mitzvah in questione. Ciò, tuttavia, non succede col proprietario dell'animale, dato che il proprietario medio è un
am ha-aretz
(secolare, persona ordinaria) non molto competente delle leggi sui donativi e potrebbe procrastinare il completamento della mitzvah.»
(Shulchan Gavoah a Yoreh Deah 61:61)
Regole minori
Il sangue dell'animale non può essere raccolto in un recipiente, una cavità, o un bacino d'acqua, poiché questi rassomigliano ad antiche forme di adorazione mw7gidolatra. Se lo mw7wshocḥet accidentalmente macella con un coltello dedicato all'adorazione di idoli, deve asportare una quantità di carne equivalente al valore del coltello e distruggerla. Se ha macellato di proposito con tale coltello, l'animale diviene proibito come non kashèr. È proibito macellare un animale di fronte ad altri animali, o macellare un animale e il suo piccolo nello stesso giorno, anche separatamente. Ciò è vietato in tutti i modi, indistintamente da quanto distante siano gli animali tra di loro. Il "piccolo" di un animale può essere sia la sua propria prole oppure un altro animale che lo segua costantemente, anche se di altra specie.cite-ref-17[17]
Preparazione del corpo
L'animale deve essere mw9gkashèr. Per i mammiferi ciò si limita ai mw9wruminanti che hanno lo mw-azoccolo fesso (cioè spaccato in due parti).cite-ref-18[18] Per gli uccelli la questione è più complicata. Biblicamente, tutti gli uccelli che non siano specificamente esclusi in mw-qDeuteronomio 14.12–18cite-ref-19[19] sono permessi,cite-ref-zivotofsky1-20-0[20] ma secondo la mwaqylegge rabbinica,cite-ref-21[21] sono permessi solo quegli uccelli che per tradizione sono commestibili.cite-ref-zivotofsky3-22-0[22]
L'animale kashèr non può essere stato ucciso con un colpo d'arma da fuoco da un mwaracacciatore, o mwaredecapitato con accetta, metodo comune per secoli, o mwaristordito, come è d'uso nelle macellerie moderne a partire dalla prima metà del mwarmXX secolo, poiché si considera che in questi modi l'animale verrebbe danneggiato, invalidando così la mwarqshecḥitah, e rendendo la carne mwarutreifa (non kashèr).cite-ref-bbc-4-1[4]cite-ref-23[23] Dopo la shechitah di mammiferi, lo shochet deve palpeggiare l'area intorno ai polmoni per controllare se ci siano croste, aderenze o altre lesioni, che renderebbero non kashèr l'animale.
Bedikah
L'animale deve essere controllato nuovamente, dopo la mwaseshecḥitah, per accertare che non ci siano ingiurie interne che lo rendevano malsano prima della macellazione, ma che non erano visibili in quel momento perché, appunto, interne. L'ispettore deve controllare che certi organi, come per esempio i polmoni, non abbiano cicatrici che renderebbero l'animale mwasitreif (non kashèr).
Glatt
Nel contesto della carne kashèr, ciò si riferisce alla morbidezza/perfezione, o quindi assenza di imperfezioni, degli organi interni dell'animale. Nel caso particolare di croste o lesioni sui polmoni di una vacca, esiste tuttora un dibattito in merito alle usanze mwassashkenazite e quelle mwaswsefardite. Gli ebrei ashkenaziti asseriscono che, se la parte imperfetta può essere rimossa e i polmoni sono ancora "ermetici" (a tenuta d'aria) (procedimento che viene testato col riempimento dei polmoni di aria e poi sommergendoli in acqua, controllando che non fuoriesca aria), allora l'animale è ancora kashèr; mentre gli ebrei sefarditi ritengono che se l'animale possiede qualsiasi tipo di cicatrice, imperfezione o lesione sui polmoni, allora l'animale non è kashèr. "Carne mwas0glatt" letteralmente significa che l'animale ha soddisfatto tutti i rigorosi requisiti sefarditi.
Epurazione
Dopo che l'animale è stato interamente ispezionato, ci sono ancora alcune fasi da eseguire prima che esso possa essere venduto come kashèr. La mwatcmwatgTōrāh proibisce la consumazione di certi grassi e organi, come i reni e gli intestini, e quindi devono essere rimossi dall'animale. Questi grassi sono tipicamente noti come mwatkḥelev (mwatoebraico: חלב, mwatskhelev o mwatwẖelev).cite-ref-24[24] Esiste inoltre una proibizione biblica sul mangiare il mwauenervo sciatico (mwauigid hanasheh), e quindi anch'esso viene rimosso.
La rimozione del mwauqḥelev e del mwauugid hanasheh, chiamata mwauynikkur, è considerata complessa e tediosa, e quindi intensamente laboriosa: ne consegue che un ulteriore addestramento specialistico sia necessario per poterla eseguire appropriatamente. Mentre le minori quantità di mwaucḥelev nella parte frontale dell'animale sono abbastanza facili da asportare, la parte posteriore dell'animale è molto più complicata, ed è dove si trova il nervo sciatico.
In nazioni come gli mwaukUSA e l'mwauoItalia, dove sussiste un largo mercato di carne non kashèr, i quarti posteriori dell'animale (dove si trovano queste carni proibite) vengono venduti ai mwausgentili, in modo da semplificare il processo. Tale tradizione risale ai secoli passaticite-ref-25[25] quando i mwavamusulmani locali accettavano come consumabili le carni macellate da ebrei; l'usanza non era però accettata universalmente da tutto il mwaveMondo islamico, alcuni musulmani (particolarmente nel mwaviSubcontinente indiano) non accettavano come mwavmḥalāl il quarto posteriore. In mwavqIsraele, comunque, professionisti con formazione specifica sono impiegati a preparare i quarti posteriori per la vendita kashèr.
Purificazione
Anche il sangue deve essere eliminato dalla carne, dato che esiste una proibizione biblica contro la consumazione di sangue: mwavcGenesi 9.4cite-ref-26[26], mwavwLevitico 17.10–14cite-ref-27[27], mwaweDeuteronomio 12.23–24cite-ref-28[28]. Tutte le grandi arterie e vene vengono rimosse, come anche la carne livida o il sangue coagulato. Successivamente, la carne deve essere espurgata da tutto il sangue rimanente (mwawykasherazione). Il procedimento viene generalmente eseguito lasciando la carne ammollo per circa 30 minuti, coprendola con sale e lasciandola poi scolare. Nelle tradizioni mwawcsefardite si lascia in genere il sale su per un'ora intera e si risciacqua poi la carne accuratamente. La carne viene quindi considerata kasherata. Tuttavia, se la carne è stata lasciata per più di tre giorni dopo la macellazione senza essere kasherata, allora si ritiene che il sangue si sia "fermato" (rappreso) nella carne e non è più salvabile per la consumazione, se non quando sia preparata per la cottura alla griglia (o arrostita) con drenaggio adeguato.cite-ref-29[29]
Significato della tradizione ebraica
Le leggi della mwaw4shecḥitah non vengono descritte nel testo della mwaw8mwaxaTōrāh. Infatti, la Torah riporta soltanto che la macellazione dovrà essere effettuata "come ti ho prescritto" (mwaxeDeut 12.21cite-ref-30[30]). Nell'mwaxyebraismo ortodosso questo passo è spesso citato quale prova che mwaxcMosè ricevette anche una mwaxgTorah Orale insieme al testo scritto.cite-ref-31[31]
Leggi in Italia
La normativa sanitaria in materia di macellazione degli animali è dettata dal regolamento CE n. 853/2004 e succ. modifiche e per quanto riguarda il controllo sanitario dal regolamento CE n. 854/2004 e succ. modifiche.
Riguardo al benessere animale durante la macellazione si applica il d.Lgs.vo n.333 del 1 settembre 1998 mwaya"Attuazione della direttiva 93/119/CE relativa alla protezione degli animali durante la macellazione o l'abbattimento".
Il Regolamento (CE) 1099/2009 (G.U. dell'Unione Europea n. 303 del 18/11/2009) del 24 settembre 2009 "relativo alla protezione degli animali durante l'abbattimento" ha abrogato la direttiva 93/119/CE ed è applicabile dal 1º gennaio 2013.
Controversie
Negli ultimi anni attorno al tema si sta sviluppando un dibattito circa la liceità dell'utilizzo di pratiche di macellazione religiosa in deroga alle leggi vigenti che prevedono per tutti casi lo stordimento dell'animale prima della macellazione dello stesso (il rispetto delle regole religiose implicherebbe un incremento della sofferenza dell'animale: questo infatti verrebbe immobilizzato secondo tecniche particolari e ucciso senza essere previamente stordito).
Lo studioso Giancarlo Vesce (già autore di una tabella comparativa tra la "macellazione pietosa", proposta dalle società animalistiche e dalle autorità comunitarie, e la "macellazione rituale" mwayushechitahcite-ref-32[32]) afferma - insieme ad altri rappresentanti delle mwayoComunità ebraiche italianecite-ref-33[33] - che un eventuale divieto della mway8shechitah limiterebbe la libertà religiosa di alcune minoranze religiose (non solo ebraiche, quindi) e non sarebbe ingiustificato il dubbio di una discriminazione verso il loro credo religioso. Infatti, l'adozione della "macellazione pietosa", si limiterebbe ad "assopire le coscienze burocratiche e popolane, senza curarsi dell'effettiva capacità dello stordimento di abolire la sofferenza dell'animale."cite-ref-34[34]
Recentemente sul tema è stata pubblicata un'inchiesta dall'associazione mwazumwazyAnimal Equality che documenta con dati e documenti audiovisivi la prassi della macellazione rituale in uno dei 200 centri autorizzati dallo Stato italiano per la macellazione rituale: essa documenterebbe casi di maltrattamento ed evidente sofferenza degli animali destinati alla macellazione. La stessa associazione punta ad estendere in tutta Europa il divieto di queste pratiche (sia legate alla religione ebraica che a quella islamica) già attivo in Polonia, Svizzera, Austria e Danimarca.cite-ref-35[35]
A questo proposito, è utile ricordare che, nonostante la pressione delle associazioni per la protezione degli animali, la proposta di regolamento del Consiglio dell'Unione europea (mwazwRegulation on the protection of animals at the time of killing), relativa alla protezione degli animali durante la macellazione o l'abbattimento, ribadiva l'importanza di tenere in considerazione le esigenze particolari di certi riti religiosi: l'ordinamento dell'Unione europea - con Regolamento (CE) n. 1099/2009 - mantiene la disposizione, già contenuta nella Direttiva del 1993, secondo la quale gli Stati Membri possono concedere una deroga all'obbligo di stordire previamente gli animali sottoposti a particolari metodi di macellazione richiesti da determinati riti religiosi.
Dal punto di vista giuridico italiano, il problema della deroga si colloca nella "compatibilità tra il diritto di mwaz4libertà religiosacite-ref-36[36] (che sta alla base della macellazione rituale) e il rispetto degli animali, che impone di risparmiare loro ogni sofferenza evitabile. Le leggi della maggior parte dei paesi europei (tra cui l'Italia) prevedono apposite deroghe per rendere possibile la macellazione rituale senza previo mwaamstordimento dell'animale"cite-ref-37[37].
La mwaakmacellazione pietosa - da delegarsi alla rispettiva autorità sanitaria, che verifica l'"abilità tecnica del personale assegnato a tale pratica" insieme alla "idoneità degli strumenti e dei metodi di stordimento" ed eventuale mwaaoiugulazione - mediante mwaasstordimento è però rifiutata dalla mwaawshechitah per motivi igienici e per i succitati motivi di culto, che contemplano ordini e specie di animali diversi, distinguendone gli organi e con precise prescrizioni alimentari. La mwaa0shechitah è un mwaa4atto sacro, che affermerebbe il rispetto dell'animale da macellare, prevedendo solo poche inderogabili regole atte a ridurne la sofferenzacite-ref-38[38], tra le quali non è contemplato lo stordimento perché «rischia di provocare emorragie cerebrali che renderebbero l'animale impuro»cite-ref-39[39].
Critiche alla shechitah
La macellazione rituale, sia ebraica che mwadqislamica (mwadudhabīḥa)cite-ref-41[41], viene pesantemente criticata da mwadopartiti politici, mwadsorganizzazioni non governative, mwadwassociazioni mwad0laiche, mwad4umaniste, mwad8veterinarie e mwaeaanimaliste che difendono i mwaeediritti degli animali e la tutela del loro mwaeibenessere;cite-ref-42[42]cite-ref-43[43]cite-ref-44[44]cite-ref-45[45]cite-ref-46[46]cite-ref-47[47]cite-ref-48[48]cite-ref-49[49] motivo di contrasto sono le ulteriori e inutili sofferenze causate agli animali, che sono costretti a rimanere coscienti durante il proprio mwagmdissanguamento senza venire preventivamente storditi, oppure vengono storditi con metodi altrettanto mwagqcruenti. Viene inoltre criticata, soprattutto da associazioni laico-umaniste favorevoli alla mwagusecolarizzazione della società, la concessione in uno mwagyStato laico di deroghe per ragioni religiose alle norme legislative/sanitarie in vigore che regolano la macellazione. In linea generale, il contrasto fra i precetti religiosi che prevedono la macellazione rituale degli animali e la sofferenza causata a questi ultimi rientra nel campo della mwagcbioetica, e più specificamente nel dibattito mwaggmorale tra il mwagkvegetarianismo e l'mwagoalimentazione carnivora.
Regolamentazione nell'Unione europea
Nella mwag0legislazione europea, la macellazione rituale si configura quale deroga al Reg. (CE) n. 1099/2009 (mwag4mwag8Regolamento (CE) n. 1099/2009 del Consiglio, del 24 settembre 2009, relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento), entrato in vigore il 1º gennaio 2013cite-ref-50[50]. Il Regolamento, che impone una maggiore attenzione al benessere degli animali, conferma il diritto degli Stati membri di consentire una deroga all'obbligo dello stordimento preventivo l'abbattimento.
La libera scelta riconosciuta a ciascun Paese membro ha portato a un quadro europeo estremamente eterogeneo, in cui convivono:
• paesi che non prevedono lo stordimento né la sedazione prima della soppressione (mwajaGrecia, mwajeCipro, mwajiEstonia, mwajmLettonia, mwajqLussemburgo, mwajuPaesi Bassi, mwajyPolonia);cite-ref-loc-40-4[40]
Note
cite-note-11. ↑ Il termine viene transliterato anche in altre forme, come mwaksshechitah, shehitah, shehita
cite-note-22. ↑ mwak8mwalamwaleDeut 12.21, su mwalilaparola.net., mwalmmwalqmwaluDeut 14.21, su mwalylaparola.net., mwalcmwalgmwalkNum 11.22, su mwalolaparola.net.
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cite-note-55. ↑ Come per tutte le translitterazioni dall'mwanmalfabeto ebraico, anche questo termine (che indica una lama di coltello, e il coltello stesso) può essere trascritto in diversi modi: mwanqḥalef, mwanuchalef, mwanychalaf, mwanchallaf, mwangchallaf — con una mwankḥ molto aspirata, uvulare: mwans/x/.
cite-note-66. ↑ mwan8(mwaoamwaoeEN) mwaoimwaomWhat is Shechita?, su mwaoqchabad.org. mwaouURL consultato il 14 marzo 2015.
cite-note-77. ↑ Simile ad una combinazione di "mwaokeviscerazione" e "mwaootoelettatura", nella mwaosmacellazione generica. Per i cibi proibiti, cfr. mwaowMishneh Torah mwao0Kedushah, mwao4Cibi proibiti 8:1
cite-note-88. ↑ mwapiMishneh Torah mwapmKedushah, mwapqCibi proibiti 6:1
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cite-note-2121. ↑ Secondo i concetti mwawkde-'oraita (mwawoaramaico: דאורייתא) e mwawsde-rabbanan (mwawwaramaico: דרבנן), che vengono molto usati nelle discussioni e nei testi della Legge ebraica. Il primo termine si riferisce ai mwaw0requisiti halakhici che sono prescritti biblicamente, mentre il secondo termine si riferisce ai requisiti halakhici che sono prescritti dai mwaw4rabbini. Cfr. mwaw8Promising Justice: Derrida with Jewish Jurisprudence (2001): "Quindi, quei comandamenti (mwaxamitzvot) che provengono direttamente dalla mwaxemwaxiTōrāh (mwaxmde'oraita) e sono biblici, possiedono un'autorità superiore a quelli rabbinici che non ne provengono (mwaxqde'rabbanan)". In mwaxuaramaico, mwaxyde-'oraita significa "dalla mwaxcTorah" e mwaxgde-rabbanan significa mwaxkdai nostri Rabbini.
cite-note-zivotofsky3-2222. ↑ mwax0Ari Z. Zivotofsky, mwax4mwax8Kashrut of Birds – The Need for a Mesorah, su mwayaIs Turkey Kosher?, Scharf Associates, 2011. mwayeURL consultato il 16 dicembre 2012.
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cite-note-2424. ↑ il nome ebraico mwazgḥelev (mwazkebraico: חלב, mwazokhelev o mwazsẖelev) è un termine dato a certi tipi di grassi animali. Esiste un divieto nella mwazwmwaz0Tōrāh che proibisce agli ebrei di consumare mwaz4ḥelev, un tipo di grasso animale (mwaz8mwa0amwa0eLevitico 7.23, su mwa0ilaparola.net.). Solo il mwa0mḥelev di animali che sono del tipo che potrebbe essere offerto al Tempio o Tabernacolo, è proibito (mwa0qmwa0umwa0yLevitico 7.25, su mwa0claparola.net.). La proibizione di consumare mwa0gḥelev è inoltre parte dei mwa0k613 mitzvot che, secondo il mwa0oTalmud (Talmud, Makohs 22b), furono dati a Mosè nel mwa0sSinai (cfr. mwa0wMaimonide, mwa00Libro dei Mitzvot, Comandamenti Negativi (mwa04lo sa'aseh), nr. 185).
cite-note-2525. ↑ mwa1imwa1mmwa1qWhat's the Truth about Nikkur Achoraim?, su mwa1uwww.kashrut.com. mwa1yURL consultato il 7 luglio 2025.
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cite-note-3232. ↑ Per i contenuti specifici, si veda G. Vesce, mwa4gop. cit., p. 4. insieme alla monografia di Pablo Lerner & A. M. Rabello sul mwa4kdivieto di macellazione rituale e la libertà religiosa delle minoranze quale riferimento etico-giuridico contro la discriminazione delle comunità ebraica e mussulmana nell'esercizio delle rispettive libertà religiose (q.v. mwa4oRiferimenti e mwa4sBibliografia).
cite-note-3333. ↑ mwa48mwa5amwa5eLibri – Olir, su mwa5iolir.it. mwa5mURL consultato il 7 luglio 2025.
cite-note-3434. ↑ Giancarlo Vesce, "Della sofferenza degli animali macellati pietosamente" mwa5ccit., p. 3.
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cite-note-3636. ↑ In merito va ricordato che la macellazione rituale ebraica, indipendentemente dalla legislazione unionale europea, è peraltro prevista dall'Intesa tra lo Stato e l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e qualsiasi modifica a detta intesa deve avere il consenso di ambo le parti come stabilito dall'art. 8 della Costituzione. Si tratta dunque di una cosiddetta "legge rinforzata" la cui modifica può avvenire o per mezzo di un'intesa tra ambo le parti o per mezzo di revisione costituzionale dell'art. 8. A tal proposito però si tenga presente che la dottrina costituzionalista è fondamentalmente d'accordo sull'immodificabilità dei primi dodici articoli della mwa6mCostituzione della Repubblica Italiana.
cite-note-3737. ↑ mwa6cNota dell'OLIR mwa6gArchiviatomwa6k il 9 gennaio 2013 in mwa6oInternet Archivemwa6s., di S. Ferrari, D. Milani e R. Bottoni. URL consultato 14/12/2012
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Bibliografia
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• Elena Toselli, mwbekKosher, halal, bio - Regole e mercati, FrancoAngeli Editore, Milano, 2018
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Shechitah
Collegamenti esterni
- da ampliare con link italiani -
• mwbfs"Macellazione rituale ebraica", del Rabbino Alfredo Mordechai Rabello, giurista, mwbfwUniversità di Gerusalemme, su mwbf0Moked mwbf4(IT) , con collegamento al suo articolo (scritto in mwbf8(EN) con Pablo Lerner, Professore di Giurisprudenza a mwbgaRamat Gan): "mwbgemwbgiTHE PROHIBITION OF RITUAL SLAUGHTERING (KOSHER SHECHITA AND HALAL) AND FREEDOM OF RELIGION OF MINORITIES" su mwbgmIstituto Italiano di Bioetica
• mwbgu"Kasherut - Il consumo della carne" mwbgyArchiviato il 24 luglio 2015 in Internet Archive., su mwbggPisa Ebraica mwbgk(IT)
• mwbgsmwbgwMacellazione Rituale e Sofferenza dell'Animale, Comitato Nazionale Italiano per la Bioetica (2003) mwbg0(IT)
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• mwbhe"Laws of Judaism concerning food", include le leggi della macellazione rituale mwbhi(EN)
• mwbhq"Shechita - The Jewish Religious Humane Method of Animal Slaughter for Food" mwbhu(EN)
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• mwbhs"mwbhwDialRel final report: Consumer and Consumption issues" mwbh0(EN)